L’ambito territoriale di riferimento dei Campi scuola “I Viaggi dell’Arca”, è quello della Riserva naturale Orientata “Fiume Argentino”, il versante più selvaggio e naturale del Parco Nazionale del Pollino.
La Riserva è ubicata nell’Alto Tirreno Cosentino, lungo la valle omonima. I 3.980 ettari del suo territorio comprendono tutta la parte alta del bacino del fiume Argentino, dalle sorgenti a Piano Novacco fino a circa un chilometro a monte dell’abitato di Orsomarso, caratterizzato da costoni scoscesi e pareti rocciose profondamente incise dai vari affluenti del fiume.

L’integrità e l’aspetto selvaggio di vasta parte di quest’area è legata ad una ridotta frequentazione antropica. La valle ha un andamento est-ovest, con quote che variano dai 1.631 metri del monte Palanuda ai 150 metri del fondovalle.

Si tratta di una delle aree più affascinanti del sud Italia. La natura selvaggia domina incontrastata con boschi ricchissimi di una vegetazione tra le più varie, dove spicca il pino loricato, ed una fauna che ospita gli ultimi esemplari di capriolo italico autoctono.

Di grande interesse i monumenti di pietra, formatisi nei secoli a causa dell’azione erosiva e modellatrice del vento, dell’acqua e del sole. Tra questi, i Torrioni gemelli di “Pietra Campanara” e di “Crivo dell’Uomo Lungo” che segnano come pietre miliari l’inizio e la fine delle gole dell’Argentino, gli obelischi di Montea e le grotte del Frassaneto e della Risorgenza in località Palazzi.

In questi territori, a partire dal pino loricato, che vegeta lungo i confini nord-orientali, si possono trovare il faggio e l’abete bianco. I frassini maggiore e minore e l’orniello, il cerro e il leccio, l’acero montano e l’acero opalo, il carpino bianco e la roverella, l’ontano napoletano e l’ontano nero, il castagno e il maggiociondolo, sono ben distribuiti nella valle dell’Argentino.

E ancora: le ginestre, di Spagna e dei carbonai, il ginestrone, l’erica arborea e scoparia, il corbezzolo, il mirto, il sambuco, il lentisco, la fillirea, il farinaccio, il ginepro comune sono un po’ ovunque.

Grazie a questa mescolanza ed ai vari habitat che si sono venuti a creare nel tempo, anche la fauna che popola la riserva è ricca e varia.

La presenza di gran lungo più importante è quella di un nucleo autoctono del capriolo italico. E’ inoltre presente il lupo, il cinghiale, la volpe, la lepre italica, il driomio, la faina, la martora, il tasso, la donnola, il riccio, la puzzola, lo scoiattolo nero, il colubro leopardino (un raro rettile dalla sgargiante livrea), numerose specie avicole con importanti colonie di rapaci diurni e notturni (l’Allocco, l’Aquila reale, il Barbagianni, il Falco pellegrino, il Gheppio, il Gufo reale, la Poiana, lo Sparviero).

Passeggiando lungo le rive del fiume Argentino sarà anche possibile vedere la trota autoctona fario, il gambero di fiume e la lontra, a testimonianza della buona salute dell’ecosistema.

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